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GIORNATA DELL'ALBERGATORE, "REGOLE UGUALI NEL SETTORE"

Grande partecipazione e contenuti “succosi” per la terza Giornata dell’albergatore che si è svolta mercoledì 14 novembre a Verona.

 

 

Gli interventi dell'assessore al turismo di Palazzo Barbieri Francesca Briani e del comandante della polizia municipale Luigi Altamura si sono concentrati sulle locazioni turistiche: “In città ce ne sono più di quattromila, la maggior parte in centro storico e temiamo un picco di irregolarità in concomitanza con le feste di fine anno”. Per il presidente degli albergatori di Confcommercio Giulio Cavara “servono regole uguali per chi fa lo stesso lavoro: bisogna rendere imprenditoriale l'affitto breve, com'è stato per i B&B. Anche gli enti locali ne trarrebbero vantaggio. Oggi dal centro storico si migra verso la periferia per affittare ai turisti. Si crea l'effetto dormitorio che deteriora il tessuto urbano”.

Cavara ha precisato che “i frequentatori dei mercatini sono spesso turisti di città vicine che si spostano in giornata e non riempiono gli alberghi”. E ha lanciato la proposta di congelare l'aumento della tassa di soggiorno almeno in bassa stagione, “quando cinque o sei euro al giorno per tre persone valgono quasi quanto il prezzo della camera”.

 

Durante la giornata, come riporta il quotidiano L’Arena, Federalberghi ha fotografato la capacità ricettiva di Verona nel 2107. A fronte di 663 strutture alberghiere, se ne sono registrate 8.740 di extra-alberghiere fra campeggi, case vacanze, agriturismi, B&B, e altre strutture. Nel solo Comune capoluogo il rapporto era di 66 a 2.550, con una forbice tra i posti letto di 6.208 a 13.286 (e complessivamente, 45.229 a 108.955). Rispetto al 2016 l'offerta è aumentata del 22,4%, anche se l'incremento va attribuito esclusivamente alla categoria degli alloggi privati in affitto: +30%, pari a 1.725 nuovi esercizi in tutta la provincia.

 

 

Per più di qualche proprietario, il business degli affitti brevi si è evoluto. Da espediente per alleggerire il carico di imposte legate alla casa, magari in attesa della vendita, si è trasformato in un'attività professionale a tutti gli effetti, non sempre regolata come tale. Dietro al fenomeno c'è internet e la tecnologia corre più veloce della legge. Ma anche la stretta anti-abusivi del Comune ha trovato nel web il suo primo alleato. “Abbiamo georeferenziato le strutture - ha spiegato Altamura - in pratica le visualizziamo su una mappa virtuale e un pallino si illumina quando ci versano l'imposta di soggiorno. Quando sono illegali le scopriamo monitorando tutti i portali di prenotazione online, pure quelli stranieri. E il recupero del contrasto all'evasione fiscale c'è, proprio di recente sono arrivati 200mila euro”.

 

L’impatto è pesante anche sul fronte della sicurezza pubblica: “Molti terroristi hanno prenotato appartamenti su booking, bene ha fatto il Parlamento ha introdurre l'obbligo di segnalare gli ospiti alla Questura anche per chi affitta in locazione turistica”. Poi l'incolumità. “Questi luoghi non sono sottoposti a normativa antincendio come gli alberghi”.

 




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