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ALLOGGI TURISTICI, NUOVE NORME REGIONALI ANTI-ABUSIVISMO

La giunta regionale del Veneto, su relazione dell’assessore al turismo Federico Caner, ha licenziato una proposta legislativa che prevede nuove disposizioni in materia di ricettività turistica finalizzate a tutelare sia la qualità dell’offerta anche nel segmento degli alloggi in locazione, sia la trasparenza del settore. 

 

 

Soddisfatto dell’iniziativa il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena: l’associazione da tempo chiede un intervento deciso in questo ambito, un intervento che per certi versi risulta tardivo rispetto alle tendenze del mercato. 

 

“Quello che abbiamo voluto fare è disciplinare in maniera più trasparente il settore”, ha spiegato Caner. A tal fine il disegno di legge apporta modifiche alla legge regionale n. 11 del 2013 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” introducendo una serie di obblighi, come per tutte le altre strutture ricettive. “Anzitutto – ha sottolineato l’assessore - gli alloggi in locazione turistica dovranno essere conformi alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti. La qualità dell’offerta turistica in tutti i suoi segmenti deve essere garantita”.

Restano confermati tutti gli obblighi informativi necessari per consentire alla Regione di conoscere tempestivamente e correttamente i dati statistici. Uno dei nuovi obblighi sarà invece quello di dotarsi di un codice identificativo dell’alloggio, assegnato dalla Regione, da esporre anche nei siti internet di prenotazione ricettiva, in base ad un regolamento che sarà adottato dalla giunta regionale successivamente all’approvazione della legge. In questo modo i comuni saranno agevolati nelle funzioni di vigilanza sulle locazioni turistiche, compito che sarà ulteriormente facilitato anche dalla possibilità per la polizia locale di accedere telematicamente alla banca dati regionale del turismo.

“La Regione non vuole colpire questo segmento dell’offerta turistica diverso dall’offerta tradizionale – ha precisato Caner – ma intende contrastare la sacca importante delle strutture turistico-ricettive abusive. Dietro ai fenomeni di abusivismo ci sono vere e proprie organizzazioni che gestiscono migliaia di appartamenti, senza pagare tassa di soggiorno né comunicare la movimentazione turistica alle Questure e i dati statistici alla Regione. C’è poi anche l’evasione fiscale, ma è un problema che riguarda lo Stato. Sono previste sanzioni che possono arrivare, sommate, a 19 mila euro, reiterabili se il destinatario non si mette in regola. Prima di intervenire ci siamo presi tempo perché le norme adottate in precedenza in questa materia dalla Regione Lombardia sono state impugnate dal governo. Abbiamo quindi apportato i necessari correttivi per evitare l’impugnazione delle nostre norme”.

“Ho già parlato di questo tema con il ministro Centinaio – ha concluso l’assessore – invitando il governo ad adottare una norma a livello nazionale prendendo la nostra proposta come modello. Noi intanto andiamo avanti e ci sono già altre regioni che ci hanno chiesto di avere copia del nostro disegno di legge”.

“Speriamo - sottolinea Paolo Arena - che il Governo non tocchi la legge regionale, una volta licenziata”.

 

Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con 19 milioni di arrivi e 70 milioni di presenze. In base ai dati 2017 le strutture ricettive soggette ad attività di rilevazione statistica e controllo amministrativo in Veneto sono più di 46 mila, di cui 9 mila soggette anche a classificazione: 3200 sono alberghi, 5000 le strutture complementari, 180 quelle all’aperto e oltre 900 gli agriturismi. Gli alloggi in locazione turistica sono la parte restante, cioè più di 37 mila. Si tratta di strutture ricettive non soggette a classificazione né a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), senza la prestazione di servizi a favore degli ospiti durante il loro soggiorno. Chi affitta ha attualmente solo obblighi di comunicazione alla Regione, riguardanti sia l’anagrafica di tale tipologia di alloggi, sia la movimentazione turistica. Il boom del loro numero è dovuto anche alla commercializzazione tramite i siti internet di prenotazione ricettiva, ma sconfinando spesso nell’abusivismo e conseguentemente in forme di concorrenza sleale nei confronti di chi agisce correttamente.




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