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«A RISCHIO 11 MILIARDI DEL PIL, NO ALL'EMPASSE ELETTORALE»

Senza interventi di politica economica e fiscale - tra cui la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia - nei prossimi tre anni (2018-2020) rischiamo di perdere 11,5 miliardi di euro di crescita del Pil. 

 

 

Il dato emerge dalle simulazioni condotte attraverso l'utilizzo di modelli econometrici da Cer Ricerche per Rete Imprese Italia in occasione dell'Assemblea annuale. L'esercizio di simulazione traccia per il triennio 2018-2020 un quadro decisamente meno ottimista rispetto a quello contenuto nel Def appena varato, sottolinea Rete Imprese Italia.

 

 

E per i prossimi tre anni prevede una crescita cumulata del Pil del 3,5%, lo 0,7% - o 11,5 miliardi di euro - in meno delle previsioni governative (+4,2% tra 2018 e 2020), dovuta anche al rallentamento dei consumi nel triennio soprattutto per l'impatto degli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia.

 

Per quanto riguarda invece la situazione politica, nella sua relazione la presidente pro tempore, Patrizia De Luise, ha sottolineato che "l'Italia ha bisogno di una guida, di un Governo". "Guardiamo ed assistiamo con preoccupazione e stupore ai recenti accadimenti. Un dialogo difficile, un confronto che non porta a soluzioni, una prospettiva di ritornare al voto con una legge elettorale che – ha proseguito la De Luise - potrebbe mantenere un quadro politico di indeterminatezza. Non siamo legati e amanti dei tecnicismi, quello che rivendichiamo come imprese come cittadini è la formazione di un Governo che abbia forza ed autorevolezza per decidere, e presto".

 

"A breve in Europa dovranno essere prese importanti decisioni - ha detto ancora la De Luise –e un ulteriore indebolimento del nostro peso politico potrebbe portare pesanti conseguenze. La speculazione finanziaria è sempre in agguato e, finita l'era Draghi, il timore che tutto si complichi è fondato".

 

In un’intervista ad Avvenire, intanto, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha sottolineato che “una nuova campagna elettorale darebbe un’ulteriore mazzata alla fiducia di famiglie e imprese”.




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