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MANOVRA, DURE CRITICHE DI CONFCOMMERCIO E AMBULANTI

"Evidentemente non aver aumentato l'Iva ha liberato il Governo dalle responsabilità di sostenere le imprese in un momento di convalescenza dell'economia in cui soprattutto le Pmi hanno bisogno di tornare a crescere e investire.

 

 

Solo così si spiega il fatto che, al di là dei dubbi su come si concluderà l'approvazione della legge di Bilancio, le imprese del terziario di mercato di fatto non hanno avuto nessun sostegno". Così Confcommercio dopo l'ok della Commissione Bilancio della Camera alla manovra finanziaria.

 

"A questo proposito – continua Confcommercio - è eclatante non aver approvato alcune misure che avevamo chiesto. In campo fiscale, il mancato riporto delle perdite per le imprese che adottano il regime di cassa, nonostante l'accordo con l'Esecutivo, che aggraverà di oneri burocratici oltre due milioni di imprese, la mancata deducibilità totale dell'Imu sugli immobili strumentali, il rinvio dell'entrata in vigore dell'Iri che comporterà la mancata riduzione della pressione fiscale per circa 250mila imprese".

 

"In materia di previdenza, il mancato ripristino dell'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale che consentirebbe agli esercenti, costretti a chiudere anticipatamente la propria attività, di disporre di un sostegno economico che li accompagna fino al pensionamento di vecchiaia. Ed infine la beffa sui distretti per il cibo con la possibilità concessa agli agricoltori di effettuare la vendita diretta dei propri prodotti, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, su aree pubbliche o private. Una misura che penalizza le imprese della distribuzione e della ristorazione attraverso un'impropria ed inopportuna invasione di campo che creerà solo concorrenza sleale ignorando il principio "stesso mestiere, stesse regole".

 

"Confcommercio – conclude la Confederazione - sperava di non dover aspettare la prossima legislatura per rafforzare il sistema delle imprese del commercio, del turismo dei servizi e dei trasporti e agganciare in maniera più robusta la ripresa in atto".

 

Molto critici anche gli ambulanti: "Oggi la categoria è stata condannata alla precarietà permanente", il commento di Giacomo Errico, presidente di Fiva-Confcommercio, in merito alla proroga al 2020 delle procedure di rinnovo delle concessioni degli ambulanti. "Atteggiamento già messo in campo con il Milleproroghe 2016 illudendoli di aver risolto i loro problemi con la promessa di uscire dalla Bolkestein. Si tratta di uno scempio di cui le forze politiche dovranno prendersi la loro responsabilità. Non sono accettabili disparità di trattamento all'interno delle microimprese, specie se fondate su criteri incerti e legati a una non meglio precisata valutazione del reddito. Così si mina alla radice la pianificazione del nostro lavoro".

 

"Non basta questo – prosegue Errico - poiché la norma approvata presenta notevoli e rilevanti profili di criticità, al limite dell'incostituzionalità per la palese discriminazione fra imprese. Mi incaricherò personalmente di spiegare agli 80.000 ambulanti di FIVA con una lettera che questa è la norma "rovina ambulanti". A questo punto - conclude il Presidente di Fiva - è necessario rivedere la normativa e mi auguro che il prossimo Parlamento possa discuterne, risolvendo alla radice questo annoso problema che va chiuso una volta per tutte».




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