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CONFCOMMERCIO HA INCONTRATO I CANDIDATI SINDACI

Le priorità del terziario di mercato (che ingloba commercio, turismo, servizi, trasporti e professioni) all’attenzione dei principali candidati sindaci di Verona. 

 

Lunedì pomeriggio la sede della Confcommercio scaligera, affollatissima di soci, ha ospitato una serie di incontri tra la giunta esecutiva dell’associazione presieduta da Paolo Arena e (nell’ordine), Federico Sboarina (Forza Italia, Battiti, Lega Nord e altre liste), Michele Croce (Lista Civica Verona Pulita), Orietta Salemi (Pd), Alessandro Gennari (Movimento 5 Stelle) e Patrizia Bisinella (Fare!).

“La nostra è la voce delle imprese che non delocalizzano, ma vivono con intensità i cambiamenti del territorio e le dinamiche collettive, comprese quelle internazionali, perché il territorio è, per le nostre imprese, il fattore produttivo che le caratterizza”, si legge nel documento programmatico consegnato ai candidati durante l’incontro. “Il nostro Pil è fatto dai consumi interni, con la commercializzazione dei prodotti industriali, dell’agricoltura e con la valorizzazione dei prodotti enogastronomici, mentre il nostro export è l’incoming turistico”.

 

Quindi, le richieste e proposte “affinché le imprese rappresentate possano dare il loro contributo giocando un ruolo chiave nell’attrattività urbana e nello sviluppo del territorio”, in un contesto in cui “l’Amministrazione comunale dovrà porre in essere tutta una serie di politiche atte a sviluppare il terziario, agevolando i consumi e le imprese, tutelando un mercato sano e libero di crescere in modo equilibrato”.

 

Tra i punti contenuti nel documento, l’attrattività e promozione del territorio, “con il ripensamento della promozione turistica attraverso una efficace struttura di Dmo (Destination Management Organization), che nella collaborazione tra pubblico e privato sia in grado di raccogliere e promuovere in modo coordinato lo sviluppo dell’offerta turistica del territorio ponendo una particolare attenzione anche nei confronti dei clienti del turismo congressuale” e la fiscalità per le imprese, per la quale Confcommercio Verona chiede di “aprire un tavolo di lavoro al fine di differenziare la leva fiscale in modo mirato sulla base della localizzazione dell’impresa e di dinamiche di carattere straordinario”.

 

 

E ancora la mobilità (Confcommercio chiede di rivedere il piano del traffico e mantenere e garantire l’accessibilità di tutte le zone della città, in modo che queste risultino comodamente raggiungibili; esempio citato nel documento, che chiede anche un ripensamento del sistema di carico e scarico delle merci, è quello in uso nell’area C del Comune di Milano, dove è sempre possibile accedere a fronte del pagamento di un ticket), i quartieri (l’associazione propone la realizzazione di un piano urbano atto a rigenerare le zone con ridotta attrattività, e di creare, attraverso eventi ad hoc, poli di attrazione in grado di alimentare e rivitalizzare aree talvolta soggette ad abbandono commerciale, che ha ripercussioni anche sulla vita sociale) e la Fondazione Arena di Verona (con l’ipotesi di dar vita a un’unica grande realtà veneta, tra la Fondazione Arena e la Fenice di Venezia, per unire i rispettivi punti di forza, traghettando nel contempo la Fondazione Arena verso una gestione di tipo manageriale).

 

Altri punti toccati nel documento la regolamentazione delle sagre (dopo che la Giunta Regionale del Veneto ha recentemente approvato un provvedimento con cui stabilisce le linee guida destinate ai Comuni per la calendarizzazione e la programmazione delle sagre e delle fiere, in cui viene svolta anche attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande), la riduzione Tari per azioni contro lo spreco alimentare (con riferimento alla Legge 19 agosto 2016, n.166 Confcommercio chiede ai futuri Amministratori di incentivare chi dona agli indigenti con una riduzione della TARI proporzionata alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita ed oggetto della donazione) e la sharing economy (“il proliferare di forme alternative di ricettività, come le locazioni turistiche, impone che le Amministrazioni locali s’impegnino per garantire nel limite delle loro possibilità, il rispetto delle regole e la sicurezza generale del territorio; i Comuni devono battersi per ottenere strumenti diretti per regolamentarle come avviene nelle maggiori città turistiche europee”).

 

Infine un appello affinché “gli amministratori siano scelti in base alle effettive competenze e che il presente documento sia fatto proprio non solo dal primo cittadino, ma anche dagli assessori che lo aiuteranno nell’amministrare la città” Per il turismo, in particolare, Confcommercio Verona sollecita “la scelta di un tecnico proveniente dal mondo dell’imprenditoria di settore, in grado di costruire un assessorato efficace che coinvolga tutte le componenti di questo variegato e importantissimo mondo”.

 

Ecco cosa hanno detto i cinque candidati sollecitati dalle domande del giornalista de L’Arena Maurizio Battista:

 

 

Sboarina: “La nostra idea di turismo? Il Comune deve farsi carico della promozione di un brand che mettendo insieme pubblico e privato faccia promozione del territorio e dei marchi che già ci sono e funzionano. Serve cabina di regia competente e qualificata, con manager qualificati e competenti, per lanciare Verona nel mondo ed esprimere, anche in Arena, eventi di maggiore qualità per avere un turismo di qualità. L’extralberghiero si sta diffondendo, va regolamentato, serve una normativa più semplice. Piazza Bra: alcune manifestazioni ben si sposano, altre meno, ai quartieri va ridata vita e dignità e quindi maggior sicurezza. Alcune iniziative verranno delocalizzate. Quanto ai Centri commerciali, sono state fatte scelte scellerate soprattutto per la collocazione a Sud della città che già soffre; serve uno sviluppo che non sia basato solo sul far cassa. E a fronte delle assunzioni di Adigeo sono stati persi molti posti di lavoro, questo non è lo sviluppo che vedo io. Sulla Ztl, il centro storico va gestito avendo ben chiaro cosa c’è fuori dal centro, bisogna dare servizi per una città vivibile e viva, facilmente raggiungibile e fruibile, trovando punti di contatto tra residenti e commercianti anche per lo scarico merci. Tari, Tasi differenziate? Pensiamo ad agevolazioni fiscali per creare posti di lavoro. La fusione con la Fenice di Venezia per la Fondazione Arena? L’Arena è una Ferrari ferma ai box, è necessario cambiare il management e alzare l’asticella della qualità. La copertura dell’Arena non si farà”.

 

 

Croce: “Ci sarà un assessorato a cultura e turismo, in questo settore Verona ha grandi potenzialità inespresse anche nel congressuale, ha un paesaggio e una enogastronomia straordinari, giacimenti museali e monumentali: dobbiamo attrarre turisti per più giorni, Verona non può essere solo una tappa, gli escursionisti lasciamoli ad altri. Abbiamo un problema di comunicazione nel mondo, solo Giulietta e Romea è conosciuta, abbiamo bisogno di un portavoce della città, serve un’assessorato al marketing territoriale. Le Dmo non funzionano, sono fallite, creeremo degli store Verona cui destineremo la tassa di soggiorno. Per le locazioni extralberghiere, che hanno un vantaggio competitivo ingiustificato, pensiamo a controlli incrociando i dati. Le manifestazioni? Si possono fare anche nelle piazze adiacenti alla Bra. E immagino una Piazza Erbe che proponga prodotti tipici attraverso il marchio “Parco agricolo urbano” per valorizzare le tipicità. Per quanto riguarda la presenza negli enti, meno la politica c’entra e meglio è: sì alla progressiva dismissione delle partecipazioni, anche per Veronamercato. Il comune avrà un ruolo sempre minore, penso anche alla cessione anche delle farmacie. Carico e scarico merci: il tema va affrontato con dialogo con le categorie. Ztl va mantenuta ma regolata insieme a voi, sì a un progressivo ampliamento della pedonalizzazione garantendo però accesso con Pilomat. Soluzione di accesso a pagamento come a Milano? Può essere una soluzione. Chiusura negozi è causata da scelte precise di urbanistica commerciale: scelta di sostenere gdo in città toglie futuro ai piccoli negozi di quartiere. Tassazione locale (Tari e Tasi): la rimodulazione è prevista nel mio programma. Plateatici: chi abita in centro deve mettere in conto che siamo una città turistica. Alleanza con la Fenice per Fondazione Arena? E’ una strada sostenibile che ho proposto da tempo. I soldi non sono un problema, la biglietteria paga il 52% dei costi, bisogna migliorare la dirigenza, servono managerialità e ruoli apicali, serve ambire alla qualità”.

 

 

Salemi: "Sì a un assessorato a cultura e turismo con delega all’internazionalizzazione per imporre il marchio di Verona nel mondo. Nel turismo serve una piattaforma tra amministrazione, categorie e soggetti portatori di interesse, il Comune deve avere un ruolo di coordinamento e regia per informazione, accoglienza, promozione e circolazione della promozione. Per gli assessorati sono fondamentali trasparenze e condivisione: cultura, turismo e mobilità non possono non andare insieme. Sì ai controlli per l’extralberghiero anche con formule innovative come digitalizzazione spinta. Ma è importante anche garantire uno snellimento delle procedure sempre attraverso la digitalizzazione che ancora è in difetto nell’amministrazione pubblica. Turismo: per destagionalizzare dobbiamo diversificare l’offerta, importante il congressuale, Verona non è solo smart city ma smart landed, è capoluogo di un’area ampia che deve saper conquistare il turista. Dobbiamo decongestionare il centro storico dalle manifestazioni con priorità e gerarchie di eventi: serve statuto fondativo dell’occupazione degli spazi in centro e fuori individuando contesti più adatti. Dobbiamo investire sulle aree decentrate anche per motivi di sicurezza. Accessibilità Ztl: va studiata anche per carico-scarico merci, centro libero dal traffico è centro molto più appetibile; la soluzione di Milano (accesso a pagamento per tutti) è interessante. Anche la sosta è un tema caldo. Incentivi fiscali: bisogna capire come rendere equilibrato il sistema commerciale che va dalla gdo al negozio di prossimità e che oggi è in disequilibrio. Il 25% della popolazione è over65, il negozio è momento di socialità, aggregazione, garanzia di sicurezza. Si può intervenire con sgravi su Tari per agevolare negozi di prossimità. Realtà coinvolte nella Dmo devono rimettere in linea di galleggiamento la barca. Sinergia della Fondazione Arena con la Fenice? Sono firmataria della legge che prevede riordino ed economie di scala tra due realtà. Serve lavoro di economia di rete anche per il personale, serve far sedere al tavolo partenariato privato per cambiamento di rotta netto. Servono stati generali del turismo, li lancerei nei primi 100 giorni di mandato”.

 

 

Gennari: "Pensiamo a un approccio all’avanguardia per il turismo, con la figura dell’ambasciatore digitale di Verona all’estero da affidare a un “millennial” che si relazioni con altri paesi e promuova attività territoriale della città e soprattutto della provincia. Il turista cerca esperienza. La Dmo deve guardare al futuro. Turismo ciclopedonale e accessibilità ai disabili sono altri due temi caldi. Penso a un confronto con esperti di tutto il mondo ma anche con soggetti tradizionali per il rilancio dell’immagine di Verona. Un’idea innovativa: verificare il patrimonio nascosto dei nostri musei per creare accordi con musei internazionali che espongano le opero oggi nascoste così da promuovere Verona nel mondo e attirare visitatori. E ancora, un accordo tra accademia, istituti d’arti e fondazione Arena per la progettazione delle scene e i costumi. La digitalizzazione dovrà essere la svolta, lo strumento anche per richiamare venture capital. Sul fronte della mobilità puntiamo alla riduzione dei mezzi privati attraverso parcheggi scambiatori, vogliamo valorizzare il Centro commerciale naturale che è una diversa concezione culturale per dare alternativa a piattume dell’offerta commerciale. E promuoviamo Ztl di quartiere anche per dare valore al commercio. Priorità nei primi centro giorni: verificare i conti. Altro tema importante la raccolta differenziata, a Verona è inferiore al 50%: va aumentata. Ruolo del Comune negli enti? Va fatta analisi caso per caso nelle partecipate. Non venderemo le farmacie comunali, a Livorno sono una risorsa e si stanno espandendo, garantendo servizi ai cittadini”.

 

 

Bisinella: "Il sistema Verona garantisce un’ampia offerta culturale e turistica, il settore è strategico; in questi anni abbiamo registrato un incremento del turismo a doppia cifra. Sì alla competenza tecnica e ai tecnici in giunta. Per la Dmo il Comune può insistere per una modifica legislativa. L’abusivismo nell’extralberghiero è proliferato mentre gli alberghi hanno costi ingenti: punteremo sui controlli incrociati anche facendo riferimento ai permessi della Ztl. Per il carico e scarico merci va garantito un bilanciamento dell’interesse pubblico e del privato, ma si può pensare di rimodulare Ztl per andare incontro alle esigenze delle attività produttive. Replicare l’esperienza di Milano per gli accessi in Centro? Le sperimentazioni vanno concertate con tutte le parti in causa, Milano ha però un centro storico nettamente più ampio. Il filobus sarà realizzato e aiuterà a decongestionare viabilità, sono favorevole al completamento del traforo. Questa amministrazione ha realizzato 248mila metri quadri di aree verdi, saranno aumentati così come le aree per la ciclopedonalità. E’ indispensabile favorire il negozio di vicinato che aiuta soprattutto in alcuni quartieri le persone in difficoltà, ma il centro commerciale è un altro tipo di offerta concorrenziale agli altri centri commerciali. Adigeo ha portato mille posti di lavoro ed è il primo Centro commerciale di Verona che ha consentito di accompagnare sviluppo e riqualificazione dell’area. Tassazione locale: Verona è sest’ultima in Italia, è molto contenuta. Tari non si può togliere né abbassare, va fatta valutazione in basi ai parametri di legge. I ristoranti che perseguono la lotta allo spreco alimentare in base alla nuova legge potranno essere aiutati perché aiutano chi ne ha bisogno e producono meno rifiuti. Fondazione Arena: collaborazione con Venezia non è ipotesi peregrina, da condividere con confronto adeguato. C’è in ballo però una riforma organica di settore su scala nazionale perché il sistema non è in grado di sostenersi, spero si concretizzi a breve”.




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